Tipi di farina: quali sono e che differenze ci sono

Si fa presto a dire farina, ma in realtà ne esistono di più tipologie. Per cucinare dolci, impastare, panificare etc. è bene conoscere quali sono le diverse tipologie di farine e anche le differenze tra un tipo e l’altro.

Farina 0 e 00

Le farine accompagnate dalla sigla 0 e 00 sono quella raffinate, bianchissime. Sono adatte a tutti quei prodotti leggeri che devono lievitare e gonfiarsi molti. Non essendo la crusca, l’espansione della maglia glutinica è massima. Si usano per realizzare la maggior parte dei dolci come crostate, torte in generale, plumcake, ciambellone e via dicendo. Si possono usare anche nei panifici Ferrara per fare la pizza e le focacce dove si deve ottenere una bella alveolatura. Grazie all’umidità residua nella farina, i prodotti realizzati sono in grado di durare a lungo.

Farina di tipo 1

Se sulla confezione leggi farina di tipo 1 significa che è una farina meno raffinata della 0 e 00. È una farina semi integrale a metà tra quella raffinata e integrale. È quindi presente la crusca che si vede a occhio nudo. È sicuramente più saporita e si può usare per la pizza alla romana e ovviamente il pane. Oggi con la moderna tecnica ci sono farine di tipo 1 che hanno una resa molto simile a quelle di tipo 0 grazie al condizionamento del grano che prevede di bagnare il grano e farlo riposare prima della macinazione per facilitare il distacco della crusca.

Farina 2

Se senti parlare di farina di tipo 2 allora si tratta di farine integrali meno raffinate. Infatti, non sono completamente bianche ma al loro interno ci sono parti di crusca. Il suo vantaggio principale è il gusto. Questa farine, soprattutto se prodotto localmente, hanno un aroma incredibile. Essendoci però la crusca, la capacità di questa fatina di lievitare è più limitata. Infatti, il peso della crusca impedisce alla pasta di crescere. Si usa soprattutto per la panificazione nei panifici Ferrara ma anche per dolci e pizza ma è necessario mescolarle con farine 0 e 00.