L’oboe è uno strumento musicale a fiato ad ancia doppia, vale a dire che il suo suono è prodotto dalla vibrazione dell’ancia formata da due palette, appartenente alla famiglia dei legni è formato da tre diverse parti: il corpo superiore, quello centrale e la campana nella parte finale.

Le sue origini sono molto antiche, già noto al tempo degli Egizi è stato molto apprezzato anche dai grandi compositori classici, come: Vivaldi o Mozart, tanto che alcune delle loro musiche sono state scritte per esser eseguite proprio con questo strumento.

Dall’aspetto di un tubo con una forma conica, viene realizzato per la maggior parte degli esemplari in legno d’ebano, alcuni modelli possono essere in palissandro.

Sullo strumento sono ben visibili delle chiavi in alpacca argentata, nichelata o dorata, ognuna con una funzione ben precisa, alcune servono per determinare l’altezza del suono, altre per rendere più semplice l’esecuzione di trilli e mordenti, tutte le altre chiamate portavoci servono per realizzare le note più acute.

L’oboe viene solitamente usato nelle orchestre da camera o in quelle sinfoniche, proprio per il suo suono particolarmente leggero e penetrante, ma allo stesso tempo anche dolce e raffinato e soprattutto per il suo timbro unico.

Non è molto semplice suonare questo strumento che richiede molta pazienza e perseveranza, bisogna appoggiare l’ancia tra le labbra coprendola con i denti ed soffiare, le note più acute devono essere sostenute dal diaframma, mentre per quelle più gravi va mantenuta la gola aperta.

Spesso questo strumento viene confuso con il clarinetto, ma differenze sostanziali sono tante, iniziando dall’ancia, nell’oboe sono due mentre nel clarinetto c’è solo una, inoltre come già detto il suono dell’oboe è morbido mentre quello del clarinetto è nettamente più acuto. Se siete interessati al mondo della musica, vi consigliamo il sito del sassofonista Massimo Giacchetti, uno dei più apprezzati sassofonisti italiani.

Di Grey